Progetto “Lago degli Idoli”  


                              


Il progetto è stato promosso dalla Comunità Montana del Casentino in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana che ne ha curato la direzione degli scavi, il restauro dei reperti e lo studio geomorfologico dell’area. Hanno partecipato  ai lavori di scavo e restauro i soci del Gruppo Archeologico Casentinese. Hanno aderito la Regione Toscana,  la Provincia di Arezzo, l’Ente Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, i Comuni di Stia, Bibbiena e  Poppi. Il progetto ha beneficiato del contributo economico dell’iniziativa Leader II.

Il progetto ha avuto come obiettivo fondamentale quello di ripristinare il piccolo “Lago della Ciliegeta” dopo che, con il ritrovamento archeologico del 1838, era stato svuotato e trasformato in radura. La circostanza rinominò il sito in “Lago degli Idoli” per la grande quantità di statuette votive riportate in luce. Per poter giungere al recupero del piccolo lago è stata prevista una serie di scavi archeologici che potessero dare una risposta ai molti interrogativi lasciati insoluti dallo sterro ottocentesco, intrapreso tra molte difficoltà dovendo operare sul fondo melmoso del laghetto e soprattutto eseguito da manodopera non addestrata a questo tipo di indagine.  

Nel complesso sono state realizzate quattro campagne  di scavo, eseguite dal 2003 al 2006 durante il periodo estivo, unico spazio stagionale dell’anno che, per le particolari condizioni  atmosferiche, permette l’accesso e la permanenza al sito posto a 1.400 metri di quota. Nella prossima estate 2007, essendo ormai esaurita la campagna di ricerche archeologiche, sarà possibile la ricostruzione della sponda del lago demolita nello scavo dell’ottocento con  il recupero definitivo del piccolo bacino idrico e con l’immissione  di piante igrofile e di anfibi montani oggi scomparsi. Farà seguito la sistemazione dell’ambiente circostante con la posa a dimora di piante ora perdute per la schiacciante presenza della faggeta ma accertate come presenti attorno al laghetto anche in  epoca etrusca, quali l’abete bianco e l’acero. Questa nuova situazione prevede anche il completamento di un percorso attrezzato alle visite escursionistiche e culturali, realizzato con la messa in posa di segnaletica  sentieristica e di un pannello esplicativo dell’importanza del luogo. (Per informazioni sui sentieri di accesso vedi “siti visitabili : Lago degli Idoli”)

Il progetto, nella sua fase attuativa, ha previsto anche una serie di mostre archeologiche che  hanno reso visibile l’avanzamento degli scavi, le indagini ambientali e il materiale recuperato, per cui sono così stati organizzati a Stia due eventi che hanno permesso la visione del materiale rinvenuto nella campagna di scavo del 2003, che ha trovato infine la sua esposizione definitiva al Museo archeologico di Partina.

I primi risultati di studio sul materiale archeologico, sulla stipe votiva nel suo complesso e sulle indagini ambientali eseguite durante le campagne di scavo, hanno visto una loro prima presentazione lo scorso 28 settembre a Poppi, di cui in seguito verranno pubblicati gli atti.

Una iniziativa interessante è stata la partecipazione alla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum, tenutasi dal 16 al 19 novembre 2006,  in cui sono stati presentati alcuni dei migliori bronzetti recuperati e una prima nazionale degli studi eseguiti sul sito.

È prevista, per il 2008, una mostra finale che avrà una prima sessione a Firenze ed una sua successiva in ambito locale; mostra  cui si spera possano essere coinvolti anche i musei del Louvre (Parigi) e del British (Londra) che  ospitano alcuni reperti dello scavo ottocentesco.

 

 

(C) 2006 GAC