Lo studio dei resti arborei del deposito lacustre


La datazione dell’argilla sul fondo del lago, che sembra essersi formata circa mille anni prima della formazione dello spesso strato vegetale, potrebbe indicare che attorno allo specchio d’acqua sia stata presente per un lungo periodo una scarsa copertura vegetale del suolo, legata probabilmente a condizioni climatiche freddo-aride. Lo spesso accumulo di vegetali, visibile nella porzione medio-superiore della sezione presa in esame, sembra invece suggerire un periodo di maggiore copertura boschiva in un contesto climatico cambiato e simile all’attuale.
L’identificazione delle specie legnose contenute nel deposito organico ha messo in evidenza la presenza di diverse specie arboree: acero e faggio in prevalenza, seguite da frassino, abete bianco e ginepro. Le specie individuate riconducono all’orizzonte delle latifoglie decidue, rappresentate in questo caso dal bosco misto di caducifoglie e bosco di faggio con presenza di abete bianco. Questo complesso boschivo corrisponde all’attuale livello montano dell’Appennino, tuttavia la presenza dell’abete bianco che vive solitamente alle stesse quote del faggio, ma che preferisce, rispetto a questo, postazioni meno fredde, suggerisce per gli anni rappresentati al centro della stratigrafia del deposito, con datazione di tremilacinquecento a tremila anni fa, un clima più caldo dell’attuale.

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