Dati preliminari di studio sui bronzi della stipe votiva



Da una prima analisi dei bronzetti recuperati nelle ultime tre campagne di scavo, per lo più inquadrabili tra la fine del VI ed il V sec. a.C., anche se non mancano esemplari di IV - III secolo, sembrerebbe che la maggior parte di essi siano stati prodotti con la tecnica della fusione piena a cera persa: era questa la tecnica utilizzata per lo più in epoca etrusca per ottenere oggetti di modeste dimensioni, ritoccati in seguito alla fusione con bulino per riprodurre occhi, ombelico, parti anatomiche o gioielli. Per alcuni frammenti, di difficile interpretazione, si documenta anche l’uso della tecnica a fusione cava. Dall’indagine metallurgica di alcuni frammenti di bronzetti, è stato evidenziato un elevato contenuto di piombo contenuto nella lega di fusione, elemento che veniva aggiunto come fluidificante della lega bronzea in genere in manufatti di piccole dimensioni che non richiedevano particolari elaborazioni. Il dato sembrerebbe confermare l’ipotesi che la stipe fosse formata, per la sua gran parte, da bronzetti di piccole dimensioni di non elevato valore artistico, prodotti per fusione piena e colati entro stampi preformati. I prodotti per lo più sembrano eseguiti da officine etrusco settentrionali, forse in buona parte aretine per la somiglianza, di molti bronzetti qui rinvenuti, con quelli della Stipe della Fonte Veneziana in Arezzo. Ad ambito Padano si possono però ricondurre alcune statuette di votivi che trovano confronti con Marzabotto e Monte Bibele. Inoltre una buona quantità di bronzetti, tra cui una cospicua serie di offerenti di eguale fattura e un bellissimo guerriero con cimiero ad alta cresta, si possono far risalire a fabbriche umbre.
Lo studio comparativo di questo materiale confermerebbe quindi quanto già espresso in precedenza dagli studiosi che, analizzando i pochi bronzetti conosciuti dello scavo ottocentesco, avevano rapportato la provenienza dei bronzetti con il passaggio di una viabilità di congiunzione tra Etruria Padana ed Etruria propria attraverso il Falterona, nei pressi del luogo di culto considerato.

Oggetti rinvenuti 2003 2004 2005 2006 totale
Statuette integre 15 54 24 6 99
Statuette frammentarie 21 26 19 4 70
Testine votive 14 8 7 - 29
Arti votivi 12 14 10 2 38
Lamine auree 2 - - 1 3
Punte di armi e frammenti 5185 2877 429 236 9177
Monete 4 13 4 - 21
Aes 825 1926 1415 160 4326
Animali votivi - 2 2 - 4
Utensili in selce 4 6 - - 10
Oggetti diversi 231 4 64 35 334

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