PIEVE DI SAN MARTINO A VADO (Comune di Castel san Niccolò)


La pieve di san Martino a Vado, diocesi di Fiesole, è localizzata lungo la viabilità a destra dell’Arno. Viene ricordata per la prima volta nel 1028 come “San Martino in Terdinula” in un atto di donazione del monastero di san Miniato al Monte di Firenze. Solo nel 1153 in un documento papale al vescovo di Fiesole viene citata come S. Martino a Vado, forse per la probabile esistenza di un guado di attraversamento del torrente Solano in prossimità della chiesa. La pieve, come è nella caratteristica degli edifici di culto del periodo romanico, è orientata e isolata dal centro abitato.      Si presenta come un edificio basilicale a tre navate divise da sette campate a tutto sesto impostate su colonne in arenaria monolitiche ed è l’unica pieve fra le maggiori ad aver conservato la facciata originaria.

Di particolare interesse per la tecnica di lavorazione e fantasia, sono le decorazioni del capitelli, databili alla prima metà del XII secolo, che presentano un repertorio decorativo in prevalenza fitomorfo ma anche zoomorfo e a figure umane,  che sembra trarre ispirazione dalla pieve di Arezzo e di S. Antimo (Siena), dimostrando però di avere anche una propria ispirazione locale più arcaica.

Gli ultimi interventi di restauro, 1961 - 71, hanno permesso il ripristino di finestre a feritoie e occhi nel fianco settentrionale che erano stati chiusi da interventi di trasformazione nel XVIII secolo che avevano portato all’abbattimento dell’abside (che è stata nuovamente riedificata sulle fondazioni originarie con gli ultimi restauri) e del campanile; hanno inoltre individuato sotto il livello pavimentale tracce di un precedente edificio di culto, a tre navate, di cui sono stati lasciati a vista i resti all’altezza della prima e quarta colonna di destra. Tali lavori non hanno dimostrato tracce di preesistenti edifici etrusco- romani all’interno o nelle immediate adiacenze all’edificio.

 

Come raggiungere la Pieve di san Martino a Vado

Lungo la statale della Consuma, all’altezza di Borgo alla Collina, seguire le indicazioni per Strada in Casentino. All’ingresso del paese seguire la statale a sinistra. L’edificio è aperto al culto e libero alla visita turistica.

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